Vedi Napoli e poi…

BarbaraIn questo scorcio di vacanze suggerisco una gita “non proprio fuori porta ma quasi”: Napoli e Capodimonte come meta culturale raggiungibili in un battito d’ali. Fino al 7 febbraio il Museo espone la mirabile “Donna con il liuto” del pittore fiammingo Jan Vermeer, in straordinaria trasferta per la prima volta dal MET (Metropolitan Museum) di New York dove è di casa. E per non farla sentire troppo sola e spaesata, dalla Pinacoteca sono state scelte 4 preziose tele di artisti partenopei raffiguranti “Suonatrici” di spinetta, clavicembalo, organo con angeli musicanti e cantori. Una bella orchestra, non c’è che dire, per dimostrare quanto l’arte italiana del ‘600 fosse vicina a quella Olandese e viceversa. La suonatrice di liuto (1664) è fra le opere più importanti del pittore olandese, sempre così emblematico nei messaggi che vuol significare. Decriptarli non è semplice: nel quadro infatti la donna guarda fuori dalla finestra forse per un ultimo addio o forse in trepida attesa dell’amato di ritorno da un lungo viaggio , come si potrebbe evincere ammirando la cartina geografica di un’estrema precisione alle sue spalle. L’Olanda del ‘600 ha scoperto il mondo e ne farà la sua ricchezza. Il mistero è dipinto sul suo volto illuminato dalla luce intensa che filtra dall’esterno e mette in risalto la carnagione impalpabile e ialina impreziosita dagli immancabili orecchini di perle, come anche un’altra famosissima tela ormai nota in tutto il mondo, di Vermeer “La ragazza col turbante” dallo sguardo languido e la bocca dischiusa in segno di reconditi aneliti, come abbiamo potuto ammirarla nel 2014 a Bologna in via eccezionale perché di stanza all’Aia. Il giusto tributo ad un grande artista che pure in vita non ha certo avuto fama e ricchezza tanto da morire di stenti ancora giovane e disperato per non poter provvedere ai suoi 11 figli, come riferisce la moglie. Sarà riscoperto soltanto nell’800, ma da allora la sua notorietà non  ha più avuto limiti. Vedi Napoli e poi…vi affacciate al Belvedere del Parco virgiliano a Posillipo e vi immergete nello spettacolo del golfo più bello del mondo, ma se proprio avete ancora un po’ di tempo fate un’immancabile visita ai presepi di San Gregorio Armeno, unici per la loro bellezza. Se poi siete in macchina, allungate il percorso sino alle “Luminarie” di Salerno veramente strabilianti e al ritorno una fermata alla Reggia di Caserta che non ha eguali. Tornerete più ricchi nel cuore e nell’anima e più forti per affrontare il nuovo anno.