UN BREVE RIEPILOGO

E’ davvero facile reperire informazioni sul procedimento di Mediazione: praticamente ogni Organismo di Mediazione, sul proprio sito, descrive i passaggi salienti e la modulistica da utilizzare.

Per non fare torto a nessuno,  esporrò una breve sintesi di quanto propone il sito del Ministero della Giustizia (www.giustizia.it), riassumendo  velocemente quanto esposto nei numeri precedenti.

Dal 2013 è stata introdotta la competenza territoriale per la presentazione della domanda: come se fosse una citazione in giudizio, bisogna fare attenzione a quale sarebbe la Circoscrizione di appartenenza (se le parti sono di Roma, ad esempio, non possono scegliere l’ Organismo a Bolzano).

Nel numero di settembre, ho parlato delle materie in cui è obbligatorio esperire un tentativo di Mediazione prima di andare in giudizio; in questi casi, fatta la domanda all’Organismo prescelto, viene fissato un primo incontro tra le parti ed il Mediatore per stabilire se ci sono i presupposti (e la volontà !) di trovare l’ accordo. Ricordiamo che questo primo incontro è gratuito (a parte una piccola quota per la segreteria).

Il Mediatore non ha alcun potere di rendere giudizi o decisioni,  ha solo il compito di facilitare il dialogo; se richiesta all’unanimità, può formulare una proposta di accordo. Gli Avvocati iscritti all’Albo sono Mediatori “di diritto”. Se si iscrivono ad Organismi di Mediazione debbono essere formati nella materia e frequentare corsi di aggiornamento. Le parti devono farsi assistere da un Legale, il quale deve informarle sulle opportunità che offre la Mediazione e sulle agevolazioni fiscali (tutti gli atti sono esenti da bolli, tasse o diritti, il verbale di accordo è esente da registro fino alla concorrenza del valore di € 50.000, se la Mediazione ha successo le parti hanno diritto ad un credito di imposta…).

Le norme istitutive della Mediazione individuano due tipi di procedimento: FACOLTATIVA (cioè scelta dalle parti) e OBBLIGATORIA (come detto poco sopra). La facoltativa può essere liberamente invocata dalle parti prima o durante il processo (ma sarebbe meglio pensarci prima!). Quella obbligatoria può anche essere disposta dal Giudice in secondo grado, se ne ravvisa l’utilità: in questo caso il Giudice può ordinare (e non solo invitare) la Mediazione.

La durata massima è di tre mesi.

Secondo giurisprudenza consolidata, le parti è bene che partecipino attivamente alla Mediazione, evitando “deleghe in bianco” attribuite al proprio Legale che le assiste. La mancata partecipazione senza giustificato motivo, può indurre il Giudice, nel successivo giudizio, ad attribuire l’onere delle spese relative (contributo unificato).

All’esito positivo della Mediazione, il Mediatore redige processo verbale al quale è allegato il testo dell’accordo: questo documento, sottoscritto dalle parti e dai loro Avvocati, costituisce titolo esecutivo.

La Mediazione è gratuita per i soggetti che avrebbero beneficiato del gratuito patrocinio nel giudizio.

Se il primo incontro si conclude con un mancato accordo, nulla è dovuto per l’Organismo, a parte pochi euro per ottenere la copia del verbale negativo.