Per l’anno scolastico 2018/2019 arrivano 6 nuovi indirizzi per gli Istituti Professionali

Cosa farò da grande?

 

Tutti vogliono essere Carlo Cracco. L’effetto ‘televisione’ ha portato ad un aumento consistente degli alunni iscritti agli istituti alberghieri: sognano tutti di urlare ordini alle orecchie di aspiranti chef.

Ma la domanda che ogni famiglia con figli si pone è: cosa faranno da grandi i miei ragazzi? A 13 anni, età in cui in Italia si sceglie che indirizzo scolastico prendere, si è troppo giovani per fare una scelta così importante. Inclinazioni personali, attitudine allo studio o ad una attività manuale, sono tante le variabili da tenere in considerazione. Ma forse la domanda che si pongono più spesso i genitori è: quale indirizzo apre più prospettive di lavoro? In un momento storico in cui le scoperte tecnologiche si susseguono a una velocità impressionante, i giovani spesso si ritrovano a studiare cose che, a ciclo di studi  terminato, saranno ormai obsolete. Ed è proprio in questo contesto che il Ministero dell’Istruzione e dell’Università ha deciso di rividere gli istituti professionali creando nuovi indirizzi.

Agricoltura, pesca commerciale, servizi culturali e dello spettacolo, gestione delle acque e risanamento ambientale, manutenzione e assistenza tecnica. Sono questi i sei nuovi indirizzi degli istituti professionali che si affiancheranno a industria e artigianato per il Made in Italy, servizi commerciali, enogastronomia, servizi per la sanità e l’assistenza sociale, odontotecnico e ottico.
Le novità non finiscono qui: gli istituti professionali potranno aumentare le ore di laboratorio e l’alternanza scuola-lavoro potrà essere prevista già al secondo anno.  “La revisione dell’Istruzione professionale – fanno sapere dal Miur – ha l’obiettivo di dare una chiara identità a questi istituti, innovando e rendendo più flessibile la loro offerta formativa, superando l’attuale sovrapposizione con l’istruzione tecnica che ha causato, in passato, la perdita di iscrizioni, e mettendo ordine in un ambito frammentato tra competenze statali e regionali.  Saranno rimodernati i laboratori  saranno stanziate anche apposite risorse per rinnovarli, e sarà potenziato l’organico del personale docente, con quasi 48 milioni disponibili per l’anno scolastico 2018/2019 e ulteriori finanziamenti per gli anni a venire.” Tra le novità in arrivo con l’anno scolastico 2018/19 c’è anche l’avvio di cento classi prime di liceo e di istituto tecnico che avranno un durata di quattro anni al posto di cinque. Si tratta di 75 indirizzi di liceo e di 25 percorsi tecnici. Il numero potrebbe però salire visto che il ministero dell’Istruzione chiederà il via libera per altre 92 classi al Consiglio superiore della pubblica istruzione.

 

Box:

Istituti professionali, riforma in numeri

Il percorso rimane quinquennale, suddiviso in un biennio e un triennio. Il bienno comprende 2112 ora complessive, divise tra insegnamenti di istruzione generale (1188 ore) e 924 di insegnamenti di indirizzo, comprese le ore destinate ai laboratori. Per quanto riguarda il triennio, ogni anno scolastico (terzo, quarto, quinto) comprende 1056, di cui 462 finalizzate alle insegnamenti di indirizzo con lo scopo di permettere agli studenti di: consolidare i livelli di istruzione generale acquisiti nel biennio;

acquisire e approfondire le competenze, le abilità e le conoscenze di indirizzo per un rapido accesso al lavoro; partecipare alle attività di alternanza scuola-lavoro; costruire il curriculum della studentessa e dello studente in coerenza con il Progetto formativo individuale; effettuare i passaggi tra i percorsi di istruzione professionale e  quelli di istruzione e formazione professionale e viceversa.

Eugenia Belvedere