Nonsololibri

EugeniaSilvia_300x300Da questo numero Nonsolorosa darà spazio ad una nuova rubrica di libri. Scritto a quattro mani, il nuovo spazio proporrà ogni volta due libri diversi ma accomunati da un filo conduttore. A scrivere saranno la libraia Eugenia Belvedere e Silvia Ciriaci, megalettore 2016 della libreria Contromano. Questo mese i libri che vi consigliamo sono La vegetariana di Han Kang edito dalla Adelphi e Ho sposato una vegana di Fausto Brizzi, edito Einaudi. Diversissimi tra di loro sono accumunati dal cibo visto come ossessione, come rovina o come espressione salvifica.

La libraia
La vegetariana
Han Kang (Adelphi)
Ne “La vegetariana”, della coreana Han Kang, classe 1970, la protagonista smette di mangiare carne e verdura. Yeong-hye diventa prima vegetariana, anzi vegana, anzi digiunante e a chiunque le chieda perchè risponde solo: “Ho fatto un sogno”. Smette anche di dormire per non tornare in quel sogno che forse, sogno non è. Soffre Yeong-hye per un qualcosa accaduto nella sua infanzia, una infanzia violenta per colpa del padre. Nella cultura sudcoreana essere vegetariani non è ben visto e così il marito giustifica la decisione di Yeong-hye adducendo di un non meglio precisato motivo di salute. Ma perchè Yeong-hye prende questa decisione? Nel libro sono tre i personaggi che si interrogano su questa scelta. Il primo è il marito inetto, cinico, brutale nella sua insignificanza, nella sua indifferenza, non va oltre la lettura superficiale di una scelta alimentare. Il secondo è il cognato, un artista visuale, che legge il fenomeno in chiave mistica ed avverte nella donna lo stesso sconvolgente silenzio dei fiori e delle piante, della natura nella sua manifestazione più oscura, e la sente necessaria alla sua espressione artistica, dunque umana. In-hye, la sorella, cerca di accettare quella che crede una follia determinata dalla terribile storia famigliare, mentre esteriormente assiste la sorella nel corso della sua degenza in una clinica psichiatrica posta all’ombra di una foresta, dove la paziente è creduta anoressica, schizofrenica, catatonica. La storia di Yeong-hye viene così raccontata attaverso gli occhi di tre persone che pur vicine non sono lei, per questo alcune vicende nel libro,a lla fine, non vengono realmente svelate.

Il Lettore
Ho sposato una vegana

di Fausto Brizzi, Ed. Einaudi – Anno 2016
Molti di noi affrontano questo dubbio già all’inizio di ogni giornata. Meglio bere una salutare tisana al limone e zenzero per energizzare il nostro corpo e la nostra mente, oppure per coccolare le nostre frustrazioni quotidiane, inzuppare un accattivante cornetto con panna nel cappuccino corretto con il cioccolato? La scelta diventa amletica, allorquando, la nostra dolce metà adotta uno stile di vita opposto al nostro. La soluzione di compromesso per un sospirato e quasi indolore bacino della buona notte, ce la suggeriscono i personaggi-reality di “Ho sposato una vegana”. L’autore – protagonista Fausto, instancabile onnivoro, racconta in versione tragicomica la biografia del suo matrimonio con Claudia, bella e simpatica vegana. La convivenza tra i due agli inizi, non sembra così idilliaca, tra il primo appuntamento imbarazzante alla risto-gioielleria della carne alla brace e del salume senese, passando per le nozze vegan – green con sorpresa alla mozzarella di bufala e pane casareccio, fino al brulichio dell’erba dal vaso sul terrazzo di casa. Gli screzi giornalieri sembrano far affondare irrimediabilmente la coppia in un finale già scritto, minato da bugie mangerecce e digiuni. Fausto e Claudia, nella loro vita in comune, scopriranno le divergenze che possono apparire insormontabili e destabilizzare il rapporto coniugale, saranno la carica emotiva e il punto di forza dell’eros. La voglia di condividere una vita in comune, pur con qualche esilarante sacrificio, è ciò che i protagonisti si sono promessi, al di là di ogni modus vivendi personale. Finale colorato da una dolcissima e inaspettata sorpresa.