LA COMUNICAZIONE NON VIOLENTA

Mi onoro di far parte della Commissione Consultiva sulla “Conciliazione” all’interno dell’ Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Roma. Tale Commissione culturale, si occupa dei sistemi alternativi di risoluzione dei conflitti; è presieduta dal collega Giulio Renato Fiorimanti, ed al suo interno sono stati ammessi anche membri esterni _ Avvocati e Psicologi _ per meglio inquadrare la materia. In tutti questi mesi, sulle pagine di Nonsolorosa, ho segnalato alcuni spunti emersi durante i lavori di questa Commissione. Ma quali sono, esattamente, i compiti delle nostre Commissioni Consultive?

*Studiare ed approfondire particolari argomenti e tematiche ed effettuare indagini in specifici settori in cui opera l’Iscritto (attività scientifica);

*fornire pareri al Consiglio dell’Ordine su qualsiasi altra materia di interesse diretto o indiretto per l’attività professionale (attività di consulenza);

*organizzare e proporre al Consiglio dell’Ordine per la sua approvazione gli eventi culturali formativi destinati agli iscritti, da svolgersi in aula o da registrarsi mediante l’utilizzo di supporti audiovisivi (e-learning);

* promuovere lo studio e la ricerca scientifica su tematiche di interesse per gli iscritti e che formano oggetto dell’attività professionale anche attraverso la pubblicazione di articoli, monografie, quaderni, saggi, libri.

Ebbene, mi sembra particolarmente degna di nota una recenteiniziativa presentata dalla Commissione, che si prevede di realizzare a partire dal 2018: il “Progetto Pilota in Comunicazione non Violenta ed Empatica”, o CNV.Padre di questa branca può essere considerato Marshall Bertram Rosemberg (Canton 1934-Albuquerque 2015), che è stato uno psicologo statunitense. Parliamo di un processo di comunicazione che aiuta le persone a scambiare informazioni per risolvere conflitti e differenze in maniera pacifica. Egli fu fondatore ed ex direttore dei Servizi educativi per il Centro per la Comunicazione Nonviolenta, un’organizzazione internazionale non- profit nata nel 1984 e che opera in trenta Paesi del mondo, Italia compresa.

Rosemberg dette vita a numerosi programmi di pace anche in Paesi lacerati da conflitti: Serbia, Croazia, Irlanda del Nord, Israele, Colombia, Malesia, Indonesia, Burundi, Ruanda…

La comunicazione non violenta funziona come processo per la risoluzione dei conflitti e si concentra su tre aspetti:

l’auto-empatia (definita come una profonda consapevolezza e compassionevole esperienza interiore)

l’empatia (definita come l’ascolto di un altro con profonda compassione)

auto-espressione onesta (esprimersi autenticamente in modo da ispirare compassione negli altri)

 

La comunicazione non violenta si basa sull’idea che tutti gli esseri umani hanno la capacità di compassione e ricorrono alla violenza o a un comportamento che danneggia gli altri quando non riconoscono le strategie più efficaci per soddisfare i propri bisogni. Le abitudini di pensare e di parlare che portano all’uso della violenza (psicologica e fisica) sono apprese attraverso la cultura.

La CNV punta al miglioramento della capacità comunicativa tra le persone, posto che il linguaggio “violento” è inadeguato alla comprensione reciproca. La commissione sulla Conciliazione, grazie all’esperienza maturata sul campo delle Mediazioni civili e commerciali (oltre all’esperienza professionale e del vivere comune), ritiene che migliorare le capacità comunicative consenta di migliorare le relazioni, e che ciò possa non solo risolvere i conflitti, ma prevenirne l’insorgere.

Il Progetto Pilota di cui sopra sarà presentato nelle scuole primarie, tentando di far emergere la cultura dell’educazione alla cooperazione (in luogo della più diffusa cultura alla competizione), dialogando con un linguaggio funzionale alla buona relazione. Come strumento divulgativo-ludico, s’è puntato all’utilizzo di attività teatrali e di giochi di ruolo, i quali consentiranno di far sperimentare ai bambini le diverse modalità di CNV, ed a docenti e genitori (che saranno coinvolti nella fase “2” del Progetto) di verificare le loro risposte.