Francesco Persiani Capo Servizio Crediti

Una sana curiosità e la voglia di andare a fondo ad ogni situazione. È questa, secondo la sua esperienza professionale, la caratteristica fondamentale del suo lavoro. Francesco Persiani è al vertice di una delle attività più tradizionali della banca: il servizio crediti. Gestire questo settore è un impegno di grande responsabilità che comporta  capacità di analisi e di ascolto. Il suo è un lavoro che ogni giorno si arricchisce di scenari e situazioni sempre diverse, che lui ama paragonare ad un puzzle dove non può mancare neanche un tassello se si vuole vedere l’immagine nel suo insieme.

Come è iniziata la sua esperienza professionale in questo settore?
L’approccio al mondo bancario è stato del tutto casuale. Nel 1984 ero titolare di una sub-agenzia assicurativa e un amico di famiglia mi suggerì di fare domanda di assunzione alla Banca Popolare di Terracina che aveva deciso di aprire altre filiali. A febbraio del 1985 inizia così la mia esperienza nel mondo bancario come impiegato nella filiale di Terracina; dopo meno di due anni fui trasferito in sede centrale a comporre il neo costituito Ufficio Fidi Centrale e da allora la mia vita lavorativa è trascorsa sempre nello stesso settore, passando per la fusione con la Banca Pio X di Velletri nell’attuale Banca Popolare del Lazio e ricoprendo, dopo una breve interruzione nel 1997 in servizio presso la filiale di Velletri sede, vari ruoli fino a quello attuale di Capo Servizio Crediti che ricopro dal 2004.
Di cosa si occupa attualmente?
Sono responsabile del Servizio Crediti, il cui scopo principale, come definito nel nostro regolamento interno, è quello di “assicurare la programmazione, la selezione e l’erogazione del credito, per contribuire al raggiungimento degli obiettivi di mercato, definiti dalla Direzione Affari nell’ambito delle politiche di rischio definite e dei piani e programmi indicati dal Consiglio di Amministrazione”. L’attività di cui sono responsabile è il core business della banca, in quanto è la più redditizia. L’intermediazione finanziaria, che sta alla base del servizio di credito, è l’attività per eccellenza più tradizionale della banca. Perciò il nostro obiettivo è valutare sempre ogni aspetto, ogni tassello, per far si che la banca, erogando crediti, non incorra in un margine di rischio troppo alto. Nel raggiungimento di questo obiettivo così oneroso da ogni punto di vista, non sono certo da solo. Esistono infatti tre uffici che sono alle mie dipendenze: il primo è l’ufficio fidi che al suo interno presenta tre ulteriori caratterizzazioni, ovvero una parte si occupa di attività di perfezionamento delle garanzie, un’altra dei cosiddetti crediti speciali e infine un settore che gestisce le attività di revisione delle pratiche di fido che arrivano dalle filiali. Il secondo è l’ufficio estero, che ha il compito di supportare, a livello amministrativo, le filiali nel settore appunto estero, mentre il terzo si occupa di crediti anomali, ovvero gestisce la fase di precontenzioso con il cliente. Il compito di questo ufficio è di valutare e risolvere, qualora fosse possibile, le anomalie che si presentano prima di arrivare a gestire il contenzioso in sede legale. Queste sono le tre anime pulsanti del Servizio Crediti di cui sono a capo.
Con chi si relaziona il suo ufficio?
Il mio ufficio si relaziono con la Direzione Affari, con la Direzione Generale e poi principalmente con i miei più stretti collaboratori. Inoltre, per come è strutturata la nostra attività, intratteniamo rapporti quotidiani con tutte le filiali e soprattutto con i capi area territoriali. I nostri clienti di fatto sono le filiali e le aree che lavorano su richiesta della clientela, pertanto noi ci interfacciamo più con la struttura interna che con il cliente diretto.
Qual è la caratteristica fondamentale del suo lavoro?
Una delle caratteristiche fondamentali del mio lavoro è senza dubbio una sana curiosità. Amo definire la mia specifica attività come quella più interessante della banca, perché nella sua apparente ripetitività è comunque ogni giorno diversa, in quanto ogni cliente, sia che si tratti di persone fisiche che di aziende, è diverso. Pertanto, nel mettere insieme tutte le informazioni utili per valutare l’affidabilità del cliente e di conseguenza il margine di rischio che la banca assume nel dargli finanza, sono necessarie oltre a delle buone capacità analitiche, una sana curiosità, in altre parole la propensione a voler scavare nelle situazioni, voler andare a fondo, senza lasciare nessuna zona in ombra. Mi piace pensare all’attività di credito come ad un grande puzzle dove il mio compito e quello degli uffici che collaborano con me, è quello di mettere insieme tutte le tessere per avere un quadro più completo possibile, così da assumere un rischio del tutto consapevole in ogni operazione di credito che viene valutata.
Una giornata tipo del suo team?
La mia giornata tipo è fatta in gran parte da questa continua attività di valutazione. Il mio compito essenzialmente è quello di effettuare una valutazione sul cliente e di proporre la forma di finanziamento più congrua alle sue esigenze. Perciò il mio lavoro, che può sembrare noioso, è in realtà molto stimolante e sempre diverso. La mia giornata si apre con la visione e valutazione di tutte le pratiche che mi arrivano dagli uffici . A quel punto, una volta analizzate, ho due possibilità: dopo avere seguito il processo logico e leggendo i vari giudizi, posso o assumere una delibera, oppure inviare la pratica alle figure con cui mi relaziono, come il Direttore Generale, il Direttore Affari o agli organi consuntivi che sono il Comitato Esecutivo e il Consiglio di Amministrazione. Questa in sostanza è l’attività principale che svolgo, ovviamente intrattengo relazioni quotidiane con tutte le figure che, ai vari livelli, intervengono nel processo del credito e ne sono i principali artefici, ovvero i Capi Area, i Titolari di Filiale e gli Addetti Fidi, ma anche relazioni con gli altri uffici che sono alle mie dipendenze, rapporti con i fornitori esterni e gli enti con i quali siamo convenzionati. Inoltre, trovandomi al vertice di un servizio, mi rapporto anche e spesso con gli altri vertici della banca.

Ufficio stampa Blink