Cristiano Godano tra musica e parole

Alla voce di Wikipedia ‘persone famose di Fossano’ (Cuneo), dopo la show girl Paola Barale, appare lui. E’ Cristiano Godano cantante dei Marlene Kuntz che vantano venticinque anni di carriera e 10 album. Ospite di InKiostro-Rassegna di Musica Buona e Giusta che si è svolta a Cori (Latina) Cristiano Godano ha raccontato di sé, della sua adolescenza, dei suoi idoli, della sua diffidenza nei confronti di internet. Alternando le sue canzoni suonate unplugged Osja, amore mio, La Lira di Narciso e Nuotando nell’aria, Godano e Valerio Cesari, speaker di Radio Rock, hanno chiacchierato di musica, di televisione, di ricordi e di vita di provincia. Parla di musica, Cristiano Godano, della prima volta che ha comprato Rockerilla, di Sanremo e di Nick Cave, l’amore per le parole e le poesie.  “A Fossano era difficile trovare riviste di musica, quando finalmente riuscivo a reperirne una copia all’edicola della stazione la leggevo tutta dall’inizio alla fine e in capo a pochi giorni l’avevo imparata a memoria. Non c’era internet ovviamente ed era difficile accedere alle notizie di musica” Sull’artista Nick Cave, Godano racconta la magia di quando, dopo averlo seguito da lontano si ritrova a scambiare email con il suo idolo. La passione dei Marlene per Nick Cave è nota, come oramai è noto come Nick Cave abbia dato una mano a Godano nel tradurre in inglese alcune canzoni dei Marlene. “E’ una persona che io ho conosciuto, che certamente mi sta simpatica e a cui spero di stare simpatico. Lui ha semplicemente deciso con notevole gentilezza di aiutarmi a tradurre delle mie canzoni. Sono alcuni brani di “Senza peso” cantati in inglese che abbiamo mandato ai discografici stranieri.” Godano, che da bambino si rifiutava di esibirsi anche solo per una recita natalizia, ha poi evidenziato la difficoltà di suonare dal vivo in televisione, della mancanza di programmi adatti in Italia e della decisione dei Marlene Kuntz, molto criticata, di partecipare all’edizione del Festival di Sanremo nel 2012.

“Siamo andati a Sanremo – ricorda Godano – solo perché era un’occasione di promozione, sentivamo che c’era tanta gente là fuori che se avesse avuto modo di conoscerci ci avrebbe apprezzato. Anche se l’Italia non è per niente un paese ricettivo, e la musica alternativa viene comunque vista senza alcuna curiosità dal pubblico mainstream: siamo subito stati etichettati come ‘gli alternativi’, che è un po’ paradossale se consideriamo il pezzo che abbiamo portato. Quindi alla fine Sanremo non è servito molto neanche sotto il punto di vista promozionale, dato che siamo usciti subito. Sicuramente noi non siamo andati lì con l’idea di spaccare il palco, ma per farci conoscere. Non mi sembra di dire nulla di strano, all’estero tutto questo è normalissimo: un sacco di gruppi alternativi vanno al Letterman Show ad esibirsi davanti a milioni di persone che non sanno niente di musica alternativa, e nessuno si scandalizza. Purtroppo in Italia abbiamo Sanremo, e non il Letterman Show. Dall’altra parte anche il pubblico indie si scandalizza se vai a una competizione come Sanremo: questo è il motivo principale per cui vogliamo chiamarci fuori da una scena che ha bisogno di queste dinamiche, anche se è da lì che veniamo.”

Non ha dimenticato di tirare le orecchie ai giornalisti: “Toccherebbe anche ai giornalisti fare un lavoro educativo. Come succede all’estero, dove nessuno si sorprende se i Radiohead o  PJ Harvey vanno al Letterman.” Ma se da un parte il mondo del rock italiano è consapevole dell’importanza di avere avuto la musica di Cristiano Godano e dei Marlene Kuntz dall’altra ci si interroga: cosa avrebbe fatto Godano se non avesse sfondato come cantante e chitarrista? Lui non ha dubbi: “Sarei stato un pessimo commercialista”.

 

Box biografia di Cristiano Godano

Laureato in economia e commercio, ha avuto un’esperienza musicale con i Jack on Fire prima di essere contattato, all’inizio del 1989, da Luca Bergia e Riccardo Tesio, per dare vita ai Marlene Kuntz, insieme a Franco Ballatore e Alex Astegiano. Inizialmente Godano è chitarrista della band, mentre dall’aprile del 1990 diviene anche cantante, dopo l’abbandono di Astegiano. Il 16 gennaio 2008 pubblica il suo primo libro, intitolato I vivi ed edito da Rizzoli. È una raccolta di sei racconti. Dal 2008 è uno dei docenti del Master in Comunicazione musicale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Nel 2009 debutta come attore nel film di Davide Ferrario Tutta colpa di Giuda, di cui è anche autore, con i Marlene Kuntz, della colonna sonora, candidata al David di Donatello 2010. Oltre alla principale attività con i Marlene Kuntz, è stato impegnato in un altro progetto musicale, Beautiful, assieme a Howie B, Luca Bergia, Riccardo Tesio e Gianni Maroccolo. Nel 2010 riceve la Targa Graffio – Musica da Bere, che ritira nell’ambito dell’omonima manifestazione a Vobarno. Dal 2012 gestisce un suo blog personale sul portale web de il Fatto Quotidiano.

 

L’incanto di Cristiano Godano

L’incontro con le parole e la musica di Cristiano Godano nella chiesa di Sant’Oliva (per INKIOSTRO-Rassegna di Musica Buona e Giusta) ha lasciato dietro di sé una scia d’incanto che i presenti alla serata. E incanto è una delle parole usate dallo stesso frontman dei Marlene Kuntz in un bellissimo messaggio scritto sul profilo Instagram della band qualche giorno dopo l’evento. “Classico borgo coi suoi angoli incantevoli, di quelli che la nostra Italia ci mette generosamente a disposizione”, commenta Godano parlando di Cori e prosegue: “All’interno di esso un altro incanto era la chiesa che mi ospitava, ovvero il complesso monumentale di Sant’Oliva. È davvero speciale suonare le proprie canzoni in versione intima in luoghi simili: riverbero e suggestioni incontrollabili, laiche o religiose che siano, guidano la tua performance in luoghi dell’anima emozionanti e preziosi. Mentre le esegui hai dentro qualcosa di diverso”, qualcosa che Godano definisce “raro e prezioso”. La suggestiva atmosfera che la chiesa di Sant’Oliva fa respirare a chi la visita ha, dunque, conquistato anche un artista abituato a calcare scene importanti come Godano. “Grazie a chi c’era – conclude – e a chi ha organizzato questo evento e mi ha accolto con generosa amicizia”. Chi lo ha accolto è stato il pubblico che ha gremito la chiesa e lo staff di Inkiostro, in primis Sofia Bucci, la  fotografa che ha ideato tutto questo: “È stata una vera magia quella che si è creata dentro Sant’Oliva – dice la giovane artista -, un’atmosfera intima in cui Cristiano Godano si è lasciato andare a un’intervista quasi confidenziale (fatta dallo speaker di Radio Rock, Valerio Cesari) e ha interpretato in set acustico alcuni dei suoi brani più belli e meno eseguiti. Inkiostro – spiega – è stato pensato proprio per questo: suscitare emozioni, creare eventi unici, che non siano solo concerti e che facciano scoprire anche a chi arriva da lontano i gioielli di questo territorio, come la chiesa di Sant’Oliva. La nostra rassegna – afferma infine Sofia Bucci – nasce dall’amore per questa terra e dalla voglia di far conoscere a tutti le sue bellezze”.

 

Eugenia Belvedere