Bolivia

MarcoUn viaggio interamente dedicato alla Bolivia, “cuore dell’America meridionale, incastonata come una pietra preziosa tra catene di montagne e selve impenetrabili”. Un viaggio per aprire una finestra su uno dei Paesi più affascinanti e meno conosciuti dell’America Latina a lungo escluso dalle rotte del turismo tradizionale anche a causa della sua difficile geografia, priva di sbocco al mare e chiusa fra le cordigliere andine e la vegetazione del bassopiano. La Bolivia è grande circa tre volte e mezzo l’Italia e possiede un’incredibile varietà di ecosistemi, grazie alla sua posizione e ai forti dislivelli di altitudine. Ed è proprio qui che la catena delle Ande si apre dividendosi nella Cordigliera Occidentale e Orientale per formare quell’altopiano che custodisce alcuni fra i paesaggi più spettacolari del pianeta. Troppo spesso la Bolivia  viene considerata semplicemente la sorella povera del Perù, ad esso simile per tanti aspetti, ma non così ricca di siti archeologici. In realtà la mancanza di un suo “Machu Picchu”, come anche quella del mare, è stata anche una fortuna per il Paese, perché le ha evitato l’inserimento nei “must” del turista mordi e fuggi. Se sono in pochi ad aver visitato la Bolivia, quei pochi hanno scoperto un Paese capace di offrire un’intensa esperienza di viaggio in un contesto naturale e umano rimasto ancora integro. I viaggiatori curiosi di altre civiltà possono avvicinare culture indigene non relegate al folclore, ma che qui rappresentano la maggioranza della popolazione e sono riuscite a sopravvivere all’impatto con il Vecchio Mondo, in parte mantenendo la propria singolarità, in parte fondendosi con la nuova cultura in un originale sincretismo. Sarà impossibile sottrarsi all’incanto dei paesaggi spettacolari ed estremi delle “terre alte”: il blu intenso del sacro lago Titicaca incorniciato dalle vette della Cordigliera Real, le distese giallo oro dell’altopiano andino, il bianco accecante dei “salares“, le centinaia di lagune dai diversi colori popolate da migliaia di fenicotteri… Sono luoghi di assoluta bellezza, ma molto fragili e sempre più a rischio per le variazioni climatiche che stanno sciogliendo i ghiacciai perenni e prosciugando le lagune e per lo sfruttamento delle risorse naturali, fra cui gli enormi depositi del prezioso litio scoperti proprio sotto la crosta del Salar de Uyuni. Un viaggio in Bolivia richiede sempre un certo spirito d’adattamento, ma questo forse concorre al fascino del viaggio! Perché la Bolivia non è per tutti. Bisogna essere in buone condizioni fisiche per poter affrontare nelle condizioni migliori il probabile “soroche“, il malessere dovuto all’altitudine per la rarefazione dell’ossigenonell’aria, normalmente più fastidioso se si passa repentinamente a quote elevate. La migliore prevenzione è il superamento graduale delle differenze di quota e proprio per acclimatarci nel modo migliore abbiamo scelto come aeroporto d’ingresso nel Paese quello di Santa Cruz nel bassopiano orientale e non quello di La Paz di El Alto (basta il nome e infatti è a 4.000 metri…) da cui invece ripartiremo al rientro in Italia. Da Santa Cruz raggiungeremo in volo Sucre, la capitale ufficiale, piacevole, interessante e dal clima gradevole grazie ai suoi 2790 metri d’altitudine, dove sosteremo almeno un paio di giorni prima di affrontare i 4000 metri di Potosí e toccare i 5000 metri sull’altopiano. Chi affronta un viaggio in Bolivia deve essere preparato a lunghi spostamenti, su strada ma anche su piste impegnative. Naturalmente ove possibile opteremo anche per i voli interni per ottimizzare i tempi. Da mettere in conto anche un certo margine di incertezza sui tempi di percorrenza a causa di problemi di percorribilità delle strade per possibili ed endemiche proteste che possono portare a blocchi stradali. In Bolivia gli imprevisti non mancano! D’altra parte i ritmi in Bolivia sono molto lenti, il termine più usato dai boliviani è “ahorita” (fra poco)  e “mañana” (domani o in un futuro vago) . Dimentichiamo quindi la fretta e adeguiamoci ai ritmi locali. La Bolivia, al di là degli stereotipi, rimane per il viaggiatore uno dei Paesi più sicuri dell’America Latina. Non bisogna però dimenticare che la Bolivia rimane il Paese più povero dell’America meridionale e le infrastrutture e i servizi non sono sempre all’altezza degli standard occidentali, anche in presenza di  hotel pluristellati.